Kia eSoul: la recensione dell’auto elettrica con 452 km di autonomia [Video Test Drive]

L'anima elettrica di Kia!

8 novembre 2020 - 13:00
Coppia massima
396 N/m
Motore
64kWh/204 CV
Autonomia
452 km

La nuova generazione della “scatoletta” di Kia in Italia viene importante esclusivamente nella variante elettrica. Una scelta azzardata, come del resto è sempre stato per questa vettura molto particolare e personale, e che però conferma la vocazione prettamente cittadina della vettura, nata per non occupare troppo spazio senza rinunciare a comodità e praticità. Abbiamo provato la nuova Kia eSoul long range da 64 kWh e 452 km di autonomia, e ora vi diciamo come va!

Kia eSoul: me la consigli?

È difficile dirlo: la vocazione totalmente elettrica della nuova Kia eSoul ne ha inevitabilmente alzato il prezzo, e questo va detto. Ma io non mi vergogno di dire che questa è una delle vetture che, tra quelle che ho provato, mi è piaciuta di più: sufficientemente compatta, ma incredibilmente spaziosa e con tanta capacità di carico per il bagagliaio, le mancano solo quei 50km in più di autonomia che la renderebbero perfetta per ogni mia esigenza. Si guida che è un piacere sia in città che in autostrada, grazie alla coppia che permette una ripresa introvabile in modelli termici della stessa categoria, e alla silenziosità garantita dal motore elettrico, oltre che all’ottima fattura degli interni. Dipende tutto da se ti piace guidare elettrico, e se sei disposto a metterti in gioco per trovare le colonnine, allora rappresenta una delle elettriche long range più accessibili e, secondo me, più convenienti!

Kia eSoul: il design

La Soul è sempre stata un’auto molto particolare, e non la si può certo accusare di mancare di originalità. E questo ha decretato il suo successo, anche in Italia, dovuto oltre che alla personalità di stile alle forme “bizzarre” e squadrate che permettono un’ottima visibilità sia anteriore che posteriore, oltre che un’ottima abitabilità per praticamente tutte le altezze, e a una sempre ottima capacità del bagagliaio.

Questa nuova generazione non è naturalmente da meno, anzi si presenta con uno stile ancora più ricercato. La parte che a me piace tantissimo è l’anteriore: il muso della nuova Kia eSoul è particolarmente accattivante, “minaccioso” nell’aspetto grazie ai sottilissimi fari che fanno tutt’uno con la linea del cofano, e all’imponente paraurti bombato e tondeggiante, a contrasto con le linee squadrate della parte superiore della vettura, che danno la sensazione di robustezza. Sul paraurti, proprio come sulla parente stretta Hyundai Kona Electric (la piattaforma è la stessa), si trova anche la presa della corrente, che supporta anche la doppia presa CCS Combo2, per ricariche piuttosto rapide. Peccato solo che non ci sia un piccolo bagagliaio anche sotto il cofano, come avviene in altre vetture elettriche: come dicevo, infatti, la Kia eSoul è solamente elettrica solo in Italia, mentre in altri mercati esiste ancora una variante termica, per cui in Kia non hanno fatto differenziazioni tra i due modelli, entrambi ospitanti un motore sotto il cofano. Peccato, perché un po’ di spazio avanzava.

Di profilo, nonostante la forma poco aerodinamica in generale e molto scatoletta, appare comunque armonica nell’insieme, mentre sicuramente quello che appare molto strano e straniante è il posteriore, che vede un unico arco a LED per quanto riguarda il gruppo ottico. Come dicevo, quindi, il design è ancora più particolare che in passato. Anche i cerchi sono tipici di un’auto elettrica, bianchi perlati con texture un po’ squamata, e con fessure piccole di contro a razze piuttosto spesse, che potremmo considerare come “l’unico” accorgimento aerodinamico in una vettura che ha un cx piuttosto alto, tutto il contrario, per esempio, di una vettura come Hyundai Ioniq.

L’accesso alla vettura è molto semplice, sia per l’altezza della vettura, sia per il grande angolo di apertura, e questo sia davanti che dietro. Se il design esterno gioca tutto sulle forme squadrate, l’interno invece è tutto tondeggiante: per esempio, il display centrale da 10’’ in rapporto 21:9 è ben incastonato in un complesso a ellisse che comprende anche le bocchette dell’aria condizionata e la pulsantiera. Tondi sono anche i comandi al volante, i comandi dell’aria condizionata e il display che mostra la temperatura e, ancora, tondo è il selettore del cambio, naturalmente automatico. Anche le bocchette dell’aria laterali sono inserite in un contesto tondeggiante, e confluiscono nelle casse del sistema audio.

A proposito di sistema audio, in questo modello è fornito da Bowers&Wilkins. In generale, l’audio è molto buono, grazie anche alle tantissime casse, che sono presenti sia sulla plancia, che sui pannelli porta, che nel cruscotto in fondo, verso il parabrezza, e persino nel baule. L’audio eccelle negli alti e nelle percussione, ma manca un po’ di bassi. Nulla di male, comunque: il sistema è assolutamente promosso. Tra le altre tecnologie, è presente una piastra per la ricarica a induzione dello smartphone, due prese USB di cui una Thunderbolt, connettività Apple CarPlay/Android Auto (purtroppo, solo via cavo) e 3 prese 12V.

Kia eSoul: comfort e guidabilità

Ho già accennato che dentro la nuova Kia eSoul si sta davvero molto bene. Per me che sono alto un metro e 94 entra di diritto tra le vetture in cui sto benissimo, e questo sia davanti che dietro grazie al tetto che non solo è alto ma perfettamente piatto, quindi non scende: sicuramente, insieme alla Honda Jazz, è la vettura compatta dove i watussi stanno meglio. I sedili in pelle sono molto comodi, poco contenitivi e quindi adatti anche a chi, come me, ha spalle piuttosto larghe.

Guidare la Kia eSoul in città è l’apoteosi del comfort: niente frizione, niente cambio, rumorosità minima e realizzata solo per rendere percettibile la vettura ai pedoni secondo le ultime normative europee. Anche in autostrada si viaggia molto comodi, anche se si sente che è una vettura progettata (nonostante la potenza del motore!) per spostamenti non troppo lunghi: il telaio è piuttosto leggero, e il baricentro alto, per cui si sentono tantissimo i fruscii ad elevate velocità, e bisogna fare attenzione in curva perché se prese troppo allegre la sensazione è quella che la vettura si stia ribaltando.

Le modalità di guida di Kia eSoul

In generale, comunque, la Kia eSoul ti fa amare l’elettrico. La versione long range che abbiamo avuto in prova noi ha un motore da 64kWh in grado di erogare 204CV e con ben 395 N/m di coppia. Un vero piacere, perché nonostante nulla caratterizzi questa Kia eSoul come auto sportiva, si comporta molto spesso come tale proprio grazie a queste prestazioni.

La Kia eSoul presenta tre modalità di guida, selezionabili con lo (scomodo) tasto “Drive Mode” posto a sinistra del selettore del cambio. Le modalità sono:

  • Eco, che permette di ridurre molto i consumi.
  • Normal, una sorta di via di mezzo.
  • Sport, la modalità che sfrutta al massimo sia la coppia che la potenza del motore.

Già in modalità Eco si hanno delle partenze molto scattanti e allegre, ma qui il passaggio da Eco e Sport è più evidente e sentito che in molte vetture termiche. Quando si seleziona la guida Sport non cambia solo la grafica del cruscotto interamente digitale: a premere tutto il pedale, le ruote slittano e noi finiamo letteralmente incollati al sedile, da tanto l’auto sfrutta la sua potenza. Questo è un bene, perché dona alla Kia eSoul un’anima molto versatile: può essere la classica tranquillano di città, ma a nostro piacimento garantirci molto divertimento in diversi contesti. L’unica cosa, lo ripeto, è stare attenti al baricentro un po’ alto!

A ribadire un certo aspetto sportivo sono anche le insolite e inaspettate palette dietro al volante. Qui, però, non hanno naturalmente la funzione di aumento o riduzione della marcia, trattandosi di una elettrica. Servono infatti ad aumentare o diminuire il freno motore, e quindi a farci decidere quanta energia immagazzinare ad ogni frenata su 4 livelli: 0, 1, 2 e 3. Lo 0 non immagazzina nulla, e richiede di premere sempre sul pedale del freno, mentre il livello 3 fa sì che il freno lo dobbiamo toccare solo per mantenere l’auto ferma.

La ricarica è assicurata e anche piuttosto cospicua: ho avuto modo di provarla in discesa, e in quei momenti l’auto non ha consumato neanche un kW né perso un km di autonomia, dal momento che non ho praticamente mai premuto sull’acceleratore ma solo giocato con i paddle dietro il volante. Unico neo: le palette non sono fisse, ma si muovono insieme al volante, e questo è un po’ scomodo in discese piene di curve, se vogliamo regolare la forza del freno motore.

Kia eSoul: autonomia, ricarica e prezzi

Per l’uso cittadino, questa eSoul è perfetta, e già solo nella versione mid range. Con la versione long range, usandola solo in città, le ricariche si fanno molto dilatate nel tempo e questo permette di non dover girare sempre con il cavo di ricarica nel bagagliaio, ma di andare a rifare una volta ogni 10 giorni o due settimane, mentre si fa la spesa. È anche un’auto che permette viaggi discretamente lunghi, a patto che si metta in conto di non metterci il solito tempo: nel mio percorso Milano-Rimini (e Rimini-Milano) una sola carica purtroppo non è bastata, e mi sono dovuto fermare in entrambi i casi alle colonnine Ionity di Forlì per fare il pieno in poco tempo. A me la cosa non è scocciata, in quanto quelle colonnine si trovano in un centro commerciale dove ho potuto lavorare. In ogni caso, non è sempre possibile dilazionare così tanto i tempi: per questo, anche solo 50 km in più potrebbero fare la differenza, in esigenze come le mie. Discorso diverso per viaggi più brevi, come Milano-Torino, Milano-Bologna e via dicendo.

Difficile quantificare i tempi di ricarica della Kia eSoul, perché variano a seconda di dove la si mette a caricare. Comunque, questa vettura è in grado di assorbire fino a 70kW, ed è quindi in grado di supportare le ricariche più veloci: con il cavo CCS Combo2, in colonnine supercharge come le Ionity, le nuove Enercoop o le colonnine più veloci di Enel X può ricaricarsi completamente anche in meno di due ore. In altri casi, ce ne possono volere 4 o 8. Sconsiglio invece l’impianto domestico, dove può metterci anche 25 ore (e non dallo 0%!): in questo caso, meglio fare un contratto per avere una Wallbox oppure ricaricare la vettura in giro, alle colonnine pubbliche sparse per la città, oppure a quelle convenzionate nei supermercati o all’IKEA.

Per quanto riguarda i prezzi, Kia eSoul ha un unico allestimento Style già completo di tutto e parte da 39.850 euro per la versione midrange con pacco batterie da 39,2 kWh, 136 CV e 276 km di autonomia. La nostra versione da 64 kWh e 452 km di autonomia parte invece da 44.350 euro, che salgono a 48.450 euro scegliendo la verniciatura bicromatica blu elettrico-nero, il cavo di ricarica con doppia presa Type2 per le colonnine pubbliche(500 euro), e con il SUV Pack da 2500 euro, che include protezioni laterali e passaruota neri, head up display, sedili in pelle ventilati e regolabili elettronicamente, supporto lombare per il sedile guidatore, e maniglie esterne cromate (2500 euro).

Al prezzo si possono togliere, oltre agli sconti dei concessionari, gli incentivi Kia da 4.500 euro e l’Ecobonus Statale da 8.000 euro, che fanno scendere non di poco il prezzo finale della vettura.

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