segmenti auto

Segmenti auto: cosa sono e le differenze tra i segmenti a, b, c, d, e, f

Che cosa sono e quali sono i segmenti auto, quali sono le differenze e cosa vogliono dire le lettere a b c d dei segmenti.

16 dicembre 2021 - 12:00

Sapete esattamente cosa sono i segmenti auto? Nel corso della propria storia, l’automobile si è diversificata ed è cresciuta in complessità, al punto che si è passati da un unico modello a diverse tipologie. Questo ha richiesto la divisione in segmenti auto, utile alla catalogazione: ma gli stessi segmenti sono in continuo cambiamento, e oggi il settore automotive sta producendo tantissime nuove tipologie di vettura nate dalla fusione tra un segmento e l’altro. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Anni fa la divisione dei segmenti auto era molto semplice: utilitarie, berline, wagon e fuoristrada. In seguito, si è passati a dividere le berline tra le due volumi e le tre volumi, sono arrivate anche le monovolume, mentre anche le utilitarie hanno visto una “scissione interna” con l’arrivo delle city car. Sono arrivati anche i SUV a spaccare il settore dei fuoristrada, mentre molto più di recente i crossover. In generale, oggi il mercato è molto vario e diversificato ed è difficile orientarsi.

Proprio per questo, ogni tipologia vista rientra nei segmenti auto che da una parte può aumentare la confusione, ma dall’altra permette una categorizzazione più universale e che consente di confrontare direttamente i diversi modelli. Non è una classificazione casuale, in quanto i segmenti auto nascono in seguito a degli accordi internazionali che hanno aiutato prima di tutto i produttori nel mantenersi entro certi parametri nella produzione delle vetture, anche se ovviamente le auto appartenenti a un dato segmento non sono tutte uguali né delle stesse dimensioni.

I segmenti auto si determinano sia in base alle dimensioni del veicolo sia in base alla carrozzeria. In Europa, i segmenti sono classificati con le lettere dell’alfabeto: si parte dalla lettera A, che indica le vetture più piccole, e si procede man mano a classificare le auto più grandi sia per dimensioni che per prezzo. I segmenti auto, quindi, hanno lo scopo anche di far mantenere i paragoni soprattutto tra auto dello stesso segmento, e di non paragonare un’utilitaria economica a una berlina di lusso.

Segmento A: le superutilitarie

Il Segmento A indica quelle che oggi vengono chiamate city car, e che un tempo erano le superutilitarie. Un’invenzione italo-tedesca che non poteva non avvenire a Milano nel 1905, quando fu fondata la OTAV ad opera di un giovane tedesco trasferito nel capoluogo meneghino. Insomma, un’antesignana della Smart: tedesca, ma di successo proprio a Milano. A rendere però celebre il concetto di superutilitaria fu l’italiana per eccellenza, la Fiat 500 degli anni Cinquanta, oggi un’icona e che fece correre ai ripari gli altri produttori, che negli anni successivi presentarono le loro piccole cittadine per fare concorrenza all’azienda italiana, tra cui la Mini.

Oggi, come tutte le auto, anche le superutilitarie sono cresciute nelle dimensioni, e in questo basta fare un confronto tra la prima 500 e quella attuale. Comunque, rimangono vetture compatte che però hanno ormai tutte adottato le 5 porte per migliorare la comodità. Oltre alla 500 e alla Smart, fanno parte del segmento anche il trio PSA-Toyota composto da Citroen C1, Peugeot 108 e Toyota Aygo, il trio del gruppo Volkswagen che comprende Volkswagen Up, Seat Mii e Skoda Citygo, la Fiat Panda, la Lancia Ypsilon, le Suzuki Ignis, Alto e Swift, Hyundai i10, Kia Picanto e Renault Twingo. Tutte si distinguono per dei prezzi molto abbordabili e per la loro agilità alla guida, mentre le componenti interne sono di solito in plastica e mediamente curate.

Segmento B: cittadine più grandi

Tuttavia, le auto che nel tempo hanno visto la maggiore crescita in termini di dimensioni (e di prezzi) sono quelle appartenenti al segmento B, ovvero le classiche utilitarie, segmento che oggi è uno dei più ricchi e completi anche perché offre spazio sufficiente e, soprattutto negli ultimi anni, comfort per viaggi anche lunghi.

Nate come vetture non molto più grandi di quelle del segmento A, negli anni 2000 hanno visto accrescere notevolmente le loro dimensioni, e in quello appena terminato hanno abbandonato di fatto la configurazione a tre porte, tranne qualche eccezione. La crescita si è fermata, e si può dire che ora si attestano tutte intorno ai 4 metri o poco più. Come detto, sono divenute auto adatte a percorsi extraurbani anche di molti km, ma sono compatte e quindi ancora ottime in città. Le più grandi sono la Volkswagen Polo (dichiaratamente grande come la Golf di fine anni novanta) e la Seat Ibiza, mentre il settore comprende anche Toyota Yaris, Peugeot 208, Opel Corsa, Ford Fiesta, Renault Clio, Citroen C3. Le più piccole, invece, sono Skoda Fabia e Mazda2. L’auto di segmento B più economica è la Dacia Sandero, mentre praticamente l’unica premium è l’Audi A1, che condivide la piatta forma con Polo e Ibiza.

Un tempo le segmento B prevedevano anche delle varianti Wagon, come per esempio le prime generazioni della Volkswagen Polo e della Fiesta. Oggi, questa configurazione è rimasta propria solo della Skoda Fabia, mentre prima del passaggio a PSA era la Opel Corsa ad avere la caratteristica unica di due posteriori leggermente diversi per la versione da 3 o 5 porte. Si può dire che le varianti Wagon siano state sostituite prima dalle monovolume di segmento B e oggi dai crossover, che con queste auto condividono il pianale: per esempio Peugeot 2008 nato insieme alla 208, Ford Puma ed Ecosport che condividono il pianale della Fiesta, mentre Volkswagen T-Cross è nato dalla piattaforma MQB di Polo, Ibiza e A1.

Segmento C: le berline compatte

Gettonatissimo è il segmento C, quello delle berline compatte e su cui le case automobilistiche scatenano la loro competizione. Il segmento C è quello più complesso di tutti, perché una stessa auto ha tre configurazioni diverse in base al design posteriore (con o senza coda), e può essere sia a due che a tre volumi. Va detto, però, che in Italia le varianti a 3 volumi, dette Sedan, sono state introdotte solo di recente e per ora solamente in vetture premium.

L’altra caratteristica delle segmento C è la versione station Wagon, più lunga per permettere un bagagliaio più capiente, anche se telaio e componenti erano le stesse. Fino a qualche anno fa, le versioni station wagon variavano nel design posteriore, oggi invece si cerca di mantenerlo il più vicino possibile a quello della berlina di partenza. Le segmento C sono davvero tante, e sono le prime ad essere proposte sia da marchi generalisti che da marchi premium. Le più note sono sicuramente la Volkswagen Golf e la Ford Focus, ma ne fanno parte anche Fiat Tipo, Hyundai i30 e Kia Ceed, Seat Leon, Skoda Octavia e Skoda Scala, Peugeot 308, Citroen C4, Mazda3, Renault Megàne, Toyota Corolla e Alfa Romeo Giulietta. Tra le premium, ci sono la Audi A3, particolare perché presenta una versione Sportback allungata ma più piccola delle classiche versioni Wagon; Mercedes Classe A, anche in versione sedan; e BMW Serie 1, con la variante sedan coupé Serie 2. Caso particolare quello della Honda Civic, che è più lunga di tutte le altre segmento C, e ha configurazione a 4 o 5 porte.

Anche in questo caso ci sono dei SUV di dimensioni compatte, come la Volkswagen T-Roc che condivide il pianale con la Golf, Ford Kuga, Peugeot 3008 e Volvo XC40. Recentemente, le berline compatte hanno aggiunto anche una versione leggermente rialzata per percorsi leggeri offroad: un esempio è la Ford Focus Active o la Mercedes GLA.

Segmenti D: le berline da viaggio

Il segmento D apre la serie di berline esclusivamente a 3 volumi di dimensioni medio-grandi, anche in questo caso proposte in una variante Station Wagon. I prezzi si alzano, e stanno praticamente tutti sopra i 25.000 euro ed è l’ultimo segmento ad essere condiviso da marchi generalisti e marchi premium. Le dimensioni si attestano tra i 4,40 e i 4,80 metri, sono molto spaziose per via del passo allungato. E, ovviamente, sono perfette per i lunghi viaggi, mentre in città la loro lunghezza le rende difficili da parcheggiare e scomode nelle manovre, specialmente nei vicoli più piccoli.

Si distinguono anche per un baule pronunciato, e sono anche quelle più diffuse nei parchi auto delle aziende, specialmente in quei lavori che richiedono frequenti e lunghi spostamenti. Tra gli esempi più noti, Ford Mondeo e Volkswagen Passat. Ma è anche questo un segmento molto ricco, che comprende: Skoda Superb, Peugeot 508 e il SUV 5008, Mazda6, Volkswagen Arteon, Audi A4 e A5, BMW Serie 3 e Serie 4, Mercedes Classe C, Jaguar XF, Volvo S60 e V60 e il SUV XC60, Alfa Romeo Giulia e il SUV Alfa Romeo Stelvio.

Segmenti E e F: le berline di lusso

I segmenti auto E e F includono le berline più lunghe e di fascia alta e altissima, le auto per lo più di rappresentanza. Qui i prezzi sono molto alti, e come i segmenti A e B sono esclusivi di marchi generalisti, questi sono invece esclusivi dei marchi premium. Il segmento E è totalmente premium, e include le berline di fascia alta più vendute, le tedesche Audi A6, la BMW Serie 5  e la Mercedes Classe E, insieme ai cugini SUV Audi Q7 e Q8, BMW X5 e Mercedes GLS e GLE. Del segmento E fanno parte anche Volvo S90, V90 e il SUV XC90. Un’italiana del segmento E è il bellissimo SUV Maserati Levante.

Il segmento F è ancora più lussuoso, e infatti le auto che ne fanno parte prendono il nome di Luxury Car. Anche questo è dominato dalle tedesche Audi A8 e A8L, BMW Serie 7 e Mercedes Classe S, ma una risposta italiana è per esempio la splendida Maserati Ghibli. Ci sono anche i SUV, tra cui spicca BMW X7. In questa categoria rientrano anche i SUV di lusso Porsche Macan e Cayenne, e il Lamborghini Urus.

Segmenti Auto: coupé e hypercar

Come si è notato, questi segmenti lasciano fuori alcune auto, ovvero quelle sportive e coupé. Sono appunto automobili con fisionomie e sviluppi particolari e unici e, nel caso delle hypercar, con prezzi molto più alti anche delle berline di segmento F. Le coupé biposto più economiche sono Fiat e Abarth 124 Spider, Mazda MX-5, BMW Z4 e Toyota Supra, mentre la Ford Mustang è quasi un unicum perché è una pony-car, una coupé o cabrio con anche due posti dietro.

Auto di marchi come Porsche, Ferrari e Lamborghini sono invece costruite su piattaforme inedite e diverse dal solito, e anche quando non sono coupé rientrano nella categoria shooting-brake, come per esempio la Ferrari GTC4Lusso.

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